Il blog ufficiale della squadra di calcio a 7 dell'ASD CDM Bonate Sotto

Il blog ufficiale della squadra di calcio a 7 dell'ASD CDM Bonate Sotto

venerdì 31 ottobre 2008

LEONI!!!!!!!!!!

Quando una serata triste e piovosa, cominciata in un modo pessimo, tra ritardi e gente che si perde per arrivare al campo, si trasforma in una delle serate più incredibili e memorabili della vita, i protagonisti non possono che essere i leoni indomabili in maglia bianco-azzurra. Il campo è quello di Semonte di Fiorano, sintetico, inondato dalle torrenziali piogge di questi giorni ma accettabile, almeno all’inizio, l’occasione è il primo turno del trofeo Bresciani, gara di ritorno, il pronostico, a senso unico, in favore degli avversari, protagonisti in campionato del gruppo A e favoriti dal pareggio della gara d’andata.
Ma, ma...
Ma in campo, nell’arena, scendono sette gladiatori pronti a tutto, pronti a dare battaglia ad un avversario che all’andata ha mostrato soprattutto tanta boria. Sette sono i guerrieri che iniziano la battaglia e i loro nomi che incutono timore si stampano nella mente degli spaventati avversari: “Tiger” Vittorio a sigillare con scudo d’acciaio la porta, Goz “Of Metal” a incatenare il centravanti nemico con una morsa inespugnabile, “Caterpillar” Stefano a schiacciare le iniziative ospiti e spingere le ripartenze, “Pantera” Ivan ad inventare manovre offensive con spaventosa continuità, “Kamikaze” Roberto a presidiare con stupefacente autorità il lato sinistro dello schieramento, “Ares”-Sandro a ficcare affondi nelle linee nemiche con rapidità e coraggio infiniti e, in mezzo a tutti, sorreggendo ognuno con il suo infinito carisma, “Re Leone” Natali, padrone assoluto del campo di battaglia, dominatore incontrastato di ogni manovra.
La sfida mostra subito gli artigli del Bonate, ma sono i nemici a tentare il primo vero affondo violento: niente paura: Vittorio respinge il penalty e mostra a tutti la forza di essere il migliore. Il vantaggio è opera di Ivan, che raccoglie un cross di Roby e colpisce di testa esaltando i riflessi del portiere, ma poi è spietato sulla ribattuta: 1-0 strameritato fino a quel punto. I ragazzi difendono bene e senza patemi la reazione dei nemici, anche se un dolorante Goz deve lasciare spazio a “Hurricane” Mapèl, e nel secondo tempo, dopo aver sbagliato alcune ghiotte occasioni, Sandrel sfonda le barriere avversarie con un coraggioso destro in corsa: primo centro per lui in maglia bianco-azzurra e 2-0 il risultato in campo. Un attimo di appannamento ci può stare ma l’1-2 non intimidisce “Pantera” Ivan che con un numero di magia a pelo d’acqua mostra tutta la sua classe, che diventa il 3-1, quando devia con un incredibile colpo di tacco una punizione di Mapèl. Il finale, dopo un pazzesco palo di Ivan, tra stanchezza e contatti ruvidi sul campo sempre più allagato, vede il gol della bandiera dei locali, ma è il Bonate a condurre con autorità la battaglia fino alla fine, anche grazie all’apporto di “Terminator” Visca, gettato nella mischia nel finale al posto di un esausto Sandrel.
Il grido di vittoria, alla fine, è tutto per il Bonate: strameritatamente qualificato su una squadra che non ha saputo reggere l’onda d’urto di un plotone di gladiatori che hanno lottato con un coraggio da leoni, mai cedendo alle provocazioni degli avversari e buttando il cuore oltre l’ostacolo con rabbia e decisione, ma con un lucidità straordinaria, nonostante le condizioni durissime che la serata ha offerto. Una delle più belle partite di sempre, una serata che ha segnato un passo importante nella storia di questa meravigliosa realtà, una battaglia d’altri tempi per guardare con fiducia al futuro. Leoni, quindi: leoni indomabili che ora sanno che nulla è impossibile.

LA SQUADRA GODE TUTTI INSIEME

Una partita di calcio a 7 si gioca in 60 minuti, ma non per tutti. Chi la partita non la vede e non la vive, soffre aspettando il passare del tempo e che il cellulare vibri nella tasca, portando con sé la notizia che dice tutto: chi la partita non la vede e non la vive, si gioca tutto in un secondo, il tempo di leggere un sms, capace di affossarti il morale se le cose sono andate storte o di farti brillare gli occhi se contiene una frase come il titolo di questo post. Contrariamente a tutti i pronostici, il Bonate Sotto espugna Fiorano per 3-2 ed ottiene la qualificazione al turno successivo del Bresciani; una vera e propria battaglia sotto il diluvio per Natali e compagni, che eliminano dalla competizione una squadra del Gruppo A, roba impensabile alla vigilia ma evidentemente non impossibile. Sono i 2 gol di Ivan (e fanno 13 in 7 partite quest’anno!!!) e la prima rete in biancazzurro di Sandrèl (Sì Ales…sììì!) a far volare il Bonate nel Bresciani, grazie anche ad un superbo Vittorio (tornato ai suoi livelli), capace di parare un calcio di rigore sullo 0-0. Chi la partita non l’ha vista, non può raccontarla, tuttavia può godere delle emozioni che traspaiono dalla bocca di un Guardalinee fradicio che esclama: “Ti dico solo una cosa: come a Brembate!” e dalla lettura dell’sms tanto atteso, giunto alle 22.26 e talmente bello che quando lo leggi quasi non ci credi: “Grande vittoria 3 a 2, Vitto para rigore sullo 0 a 0, poi doppietta Ivan e Sandrèl! La squadra gode tutti insieme”. E via quel “magari” dall’ultima frase del post precedente….

lunedì 27 ottobre 2008

MIRACOLO O SUICIDIO? E’ QUESTO IL DILEMMA

I pareri sono diversi, le opinioni contrapposte. E’ più la soddisfazione di non aver perso una partita in cui si è stati quasi sempre in svantaggio, oppure il rimpianto di non aver portato a casa una vittoria che si stava incredibilmente materializzando? Non è facile giudicare questo Bonate Sotto – Capizzone 6-6, partita in cui è successo di tutto e di più e che poteva terminare con qualsiasi risultato. Al di là però delle soddisfazioni o dei rimpianti, il Bonate visto in questa quinta giornata di campionato ha mandato due chiarissimi segnali: primo, la squadra ha grinta e carattere, altrimenti non avrebbe recuperato una partita che era iniziata con un pessimo parziale di 0-3 e che vedeva i biancazzurri arrancare sul 3-5 quando mancavano solamente 7-8 minuti al termine; secondo, i ragazzi dell’OSG collezionano una serie di errori macroscopici che alla fine pesano sul risultato. Ci viene quasi il sospetto: il cuore c’è, la testa mica tanto. Per la quinta partita consecutiva in questo scorcio di stagione si è vista una squadra che ha finito la partita in crescendo e con tanta voglia di reagire: ieri e a Palazzago al pesante svantaggio di 3 gol, con Strozza e Locatello al ritorno degli avversari, nel Bresciani ad uno 0-1 e un 2-3. Magari è un caso, ma sembra quasi che il Bonate debba svegliarsi solo dopo aver preso qualche sberla…e se da un lato ciò evidenzia un grande cuore, dall’altro sembrerebbe mettere in luce l’incapacità di sapersi imporre fin da subito sull’avversario (era avvenuto col Brembate alla prima giornata), come se mancassero gli stimoli o il coraggio per farlo. Invece, quando si trova di fronte alle difficoltà, la squadra da il meglio, ma solo da un punto di vista agonistico, dato che gli strafalcioni da mancanza di lucidità abbondano. Di positivo, oltre alla reazione avuta dal settebello bonatese nel suo complesso, ci sono i primi gol di stagione di un grintoso Mapèl, oltre che le conferme a rete di Ivan (giunto alla pazzesca quota di 11 segnature in 6 partite fin qui disputate, cosa che gli permette di raggiungere e superare Manuel nella classifica assoluta dei goleador della squadra) e del Roby. Per il resto c’è davvero molto da lavorare per poter vedere sul campo un Bonate convincente che in questo scorcio di stagione si è visto solo a sprazzi; occorre che molti ritrovino il miglior stato di forma: Visca è reduce da un lieve infortunio, il Capitano e il Vitto (da sempre due baluardi) non sembrano quelli formidabili ammirati in passato. Gli errori sul campo ci stanno e nessuno si deve sentire unico responsabile di una sconfitta o di un pareggio, vuoi per una leggerezza, un attimo di deconcentrazione, un episodio sfigato o uno scivolone: i risultati, positivi o negativi, si ottengono tutti insieme, però se si vuole crescere occorre fare in modo di ridurre questi errori il più possibile affinchè già dalla prossima partita non se ne commettano altrettanti. Una volta tanto svesto i panni del “critico” impersonale per scrivere invece in prima persona: la delusione dell’immediato dopopartita derivava dalla consapevolezza di aver sciupato una grandissima occasione; certi treni in una stagione passano una o due volte e questa era una di quelle. Nel primo tempo, anche sullo 0-3, ero convintissimo che la partita poteva essere ribaltata; sul 2-4 ci credevo più che mai, il 3-5 ero sicuro che non fosse irrecuperabile. Al nostro quarto gol ero certo che avremmo pareggiato in fretta e così è stato: lì ho rivisto il successo di Brembate del marzo 2006 e il gol del Robertino ha trasformato il sogno in realtà, tutta la sofferenza di una partita in euforia allo stato puro. C’erano due minuti da giocare e in me la certezza che avremmo portato a casa i 3 punti, bastava non sbagliare nei due minuti di recupero. Purtroppo non è stato così, non siamo stati abbastanza bravi, forse ci sono tremate le gambe davanti ad un’impresa che si è rivelata più grande di noi. Niente miracolo, ma in fondo non è stato neanche un suicidio, visto che di fronte a noi c’era un Capizzone che non ha demeritato. Le vittorie più belle, quelle speciali, quell che ti restano dentro per tanto tempo, sono un 6-5 dopo aver rincorso tutta partita o un 3-2 soffertissimo in un derby. E’ questo il rammarico del dopopartita, è per quel miracolo rincorso e accarezzato e poi sfuggito via quando ormai si pensava d’averlo saldamente conquistato. Il calcio è anche questo, ora però bisogna lasciare da parte i piagnistei e pensare al futuro, cercando di capire, con voglia e impegno, gli aspetti ove si può migliorare: il Bonate, pur senza perdere, ha pagato a caro prezzo i grossi errori commessi nel Bresciani e con il Capizzone. Ora, a Fiorano e Pontegiurino, nel giro di due giorni, i biancazzurri saranno chiamati ad affrontare due prove che si preannunciano quasi impossibili. Diciamo “impossibili” perché si va nella tana di due ottime squadre e su terreni sintetici a cui il Bonate non è abituato, ci mettiamo davanti il “quasi” perché alla possibilità di fare bene ci crediamo: come l’altro ieri sullo 0-3 o quando si era sotto di due e mancava poco alla fine. Un pizzico di concentrazione in più e magari il miracolo è solo rinviato di qualche giorno...

domenica 26 ottobre 2008

BONATE-CAPIZZONE, UN PAREGGIO COL FIATONE

Il Bonate che non ti aspetti, dopo la grande prestazione sfoderata tre giorni fa in coppa, si affloscia miseramente conquistando un affannoso pareggio contro un modesto Capizzone che lotta e corre più dei leoni affaticati bianco-azzurri. La formazione inedita schierata dal tandem Panseri-Brembilla, vede come punto fermo la difesa, con Vittorio, capitano di giornata, tra i pali difeso da Ricky e Mapèl, mentre il centrale in mediana è Roby, spalleggiato da Ivan a destra e Visca a sinistra, mentre “Bobo” Sandroglio è lo stoccatore centrale.
L’inizio è un Bonate da incubo che si lascia soggiogare dagli ospiti mostrando una preoccupante involuzione di gioco e una mancanza di rabbia agonistica davvero singolare. Dopo soli 12 minuti gli ospiti sono avanti per 3-0 e la cosa destabilizzante è che sembrano non avere preoccupazioni nel gestire la situazione: il Bonate è alle corde, molle, senza gambe, fiato, carattere, sull’orlo del tracollo. Solo un paio di punizioni insidiose di Ivan provano a rianimare i ragazzi, che però iniziano a reagire, più di cuore che di gambe, ma tanto vale per far vedere che in campo c’è qualcuno che non ha ancora deciso di arrendersi: ancora “Pantera” piazza un assist al bacio per Visca che, solo in area, alza troppo il colpo di testa e Roby dal limite finalizza male una buona azione di prima. Ci vuole il piedone ruvido di Mapèl per cominciare davvero a crederci: ben imbeccato da Ivan scarica a rete di sinistro un rasoterra da lontano che si infila nell’angolino, dando un respiro ai suoi prima del riposo.
A inizio ripresa il Bonate ci prova con un po’ di convinzione in più, crescendo alla distanza e impegnando la difesa avversaria: centro di Ivan per Visca ma il suo sinistro è da dimenticare, poi “Pantera” prova la rasoiata fuori di un soffio, e quando ci riprova in diagonale la parata di piede del portiere aziona Mapèl che scarica di rabbia trovando ancora la risposta del portiere; la porta sembra stregata e rischia di diventare l’ennesima beffa per i bianco-azzurri, anche perché sul ribaltamento di fronte Vittorio, per evitare un corner, spara sul centravanti avversario e, manco a dirlo, il pallone rotola beffardo verso la porta, spinto in gol dallo stesso numero 9: è una mazzata da cui non è facile rialzarsi, e il 4-1 sembra chiudere i conti. Ma gli ultimi 20 minuti portano in scena un Bonate che decide di iniziare a giocare e di provarci, di non arrendersi a una partita che sembra ormai chiusa: Mapel scarica una rasoiata delle sue a lato, ma Natali, subentrato da pochi minuti a “Bobo” Sandroglio, fionda un rasoterra che il portiere non trattiene e sulla palla che sta entrando in rete irrompe Visca a toccare per ultimo il 4-2 che diventa 4-3 dopo un solo minuto, allorché “Hurricane” Mapèl finalizza uno scambio sul limite con un bolide all’incrocio. Il Bonate si riversa in attacco perché ora la rimonta si fa concreta e il sogno di vincere non è più una chimera ma si sta trasformando in una incredibile realtà; a risvegliare il Bonate ci pensa il centravanti ospite che chiude un contropiede con un tocco chirurgico sul secondo palo e il 5-3 è una nuova, tremenda, mazzata. Ma i bianco-azzurri non mollano e ci provano con Roby, pescato da un corner di Testa (in campo a rimpiazzare Visca), che alza troppo il tiro al volo, e con Natali che scarica un missile parato in corner, ma a cinque minuti dallo scadere Ivan raccoglie la respinta della difesa su punizione di Testa e scaraventa in gol il 5-4 che riapre i giochi. Ormai il Bonate ci crede e spinge con rabbia: azione di prima in profondità con Testa che perde il tempo per la conclusione, ma il pareggio è nell’aria ed arriva grazie a Ivan che dalla tre-quarti infila a rete di precisione il 5-5. Gli ultimi due minuti hanno dell’incredibile, con Vittorio che salva per due volte su azione ospite originata da una contestata punizione, poi Roby, dal limite, raccoglie e infila un fendente geometrico nel sette portando all’incredibile 6-5. La giornata, però, rimane stregata per il Bonate: palla a tagliare del Capizzone, il neoentrato Gozzi scivola e lascia all’avversario l’occasione della vita: sciabolata di potenza e 6-6 beffardo, anche perché negli ultimi secondi di recupero un’azione in velocità del Bonate arriva al limite in superiorità numerica, ma nessuno riesce a finalizzare, sprecando una ghiotta opportunità.
Il Bonate regala un tempo, e forse qualcosa in più, agli avversari e se alla fine deve ingoiare l’amarezza di un pareggio subito in modo sfortunato, deve recriminare per aver iniziato troppo tardi a giocare contro avversari certo non trascendentali. Non tutto è da buttare in questo sabato un po’ infelice, ma certamente bisogna analizzare il perché è necessario arrivare sul fondo per iniziare la scalata: purtroppo sembra una costante del Bonate quella di regalare preziosi scampoli di partita ad avversari che, magari, vengono poi dominati per lunghi tratti di gara. Il calendario, in questo periodo, non ammette ritardi: rimbocchiamoci le maniche al più presto e torniamo a ruggire con la grinta e la forza che, se vogliamo, sappiamo portare nell’arena.

giovedì 23 ottobre 2008

AUGURI ROBY! CENTO DI QUESTE VVVALVOLE!

Lo direste che il nostro “piccolo” Roberto Sangalli, la pulce atomica del centrocampo bianco-azzurro, l’autore di alcune tra le pagine più esilaranti della storia della nostra squadra, ha la bellezza di 29 anni? Si, signori, proprio oggi, il piccolo trascinatore dello spogliatoio, colui che sa sdrammatizzare ogni attimo, quello che ha saputo dissacrare perfino il “sacro” discorso del martedì del nostro guardalinee, compie 29 anni. 29 anni di battaglie in campo, di risate tra amici, di piccole follie, come quelle che rendono tanto piacevole la permanenza nella nostra squadra. Protagonista da due stagioni con la maglia del Bonate, anche se la prima è stata funestata da un infortunio alla prima uscita che lo ha tenuto lontano dal campo per quasi tutta la stagione, è divenuto in breve tempo l’anima stessa dello spogliatoio, con una inesauribile carica di entusiasmo e allegria contagiosi. Roby, Robertinho, Vvvalvola, Tozzifan o come lo volete chiamare, oggi festeggia il suo ventinovesimo compleanno, ancora e sempre pieno di quella verve che lo anima in campo e fuori: oggi è ora di tributargli il giusto riconoscimento, il ringraziamento per quella allegria in più che ha saputo portare nel gruppo, la gratitudine per il grande impegno e la grande determinazione che mette sempre in campo e fuori…insomma, caro Roby, ti auguriamo ancora tanti, tanti e tanti…RAGGI LASER!!!!

IL BONATE C’E. E SE LA GIOCA

Ritornano le magiche notti del Bresciani e il Bonate si dimostra all’altezza della situazione. La squadra di Fiorano dal nome impronunciabile gioca nel Gruppo A, ovvero nell’élite del calcio a 7 bergamasco, ma la differenza di ben 3 categorie questa sera al “San Giorgio” non si è affatto vista. Stefano rimpiazza l’assente Roby sulla panca bonatese e manda in campo Vittorio (freschissimo di laurea, ma non ubriaco come i bookmakers pronosticavano), Gozzi e il Capitano a costituire il reparto arretrato, Roby, Manuel e Ivan a formare la linea mediana con il solo Panz là davanti. L’inizio è orribile: palla persa ingenuamente in difesa e ospiti in vantaggio dopo nemmeno 30 secondi. Il Bonate si scuote molto lentamente ma piano piano si avvicina dalle parti di Mistri, portiere avversario. E’ l’ennesimo calcio piazzato di Ivan in questo inizio di stagione a ristabilire la parità, prima che Vittorio si dimostri insuperabile in almeno tre occasioni. Il finale di tempo, però, è tutto bonatese: altra parabola di Ivan che stavolta si stampa sulla traversa, poi è ancora il n°7 a sfiorare il 2-1 con un destro che centra il palo. Sembra mancare la buona sorte, ma Manuel decide che è ora di finalizzare: un gran sinistro da fuori regala il vantaggio, per l’esultanza del n°10 che trova finalmente il primo gol di questa stagione. Il Bonate va al riposo avanti di un gol, ma è incredibile quello che succede alla ripresa delle ostilità: nemmeno due giri d’orologio che il punteggio è già stato ribaltato, visto che Vittorio non può nulla su due conclusioni ravvicinate di Falconi, la punta ospite. Tutto sembra farsi più difficile e il “Brembi” pesca forze nuove dalla sua panchina: dentro Testa e Ricky al posto del Panz e del Capitano, ma il Bonate non riesce a combinare granchè, anche perché nel frattempo la partita si è fatta molto spezzettata, complici i molti falli da ambo le parti. Ivan fa gridare al gol, ma manca la necessaria convinzione per spedire la palla in fondo al sacco. Roby viene rilevato da un Mapo con licenza di spingere sulla fascia e subito dopo Testa invita Ivan ad uno stuzzicante appuntamento con una palla al volo sulla tre-quarti: il n°7 non ci pensa un attimo, esclama un “Perché no?!?” ed esplode un destro fulminante per un gol da cineteca che gli vale la nona marcatura in cinque partite quest’anno...tanto di cappello e spettatori rincuorati dal fatto di non aver speso inutilmente i soldi del biglietto. Mancano 6-7 minuti, il Bonate prende coraggio e crede nella vittoria, ma grosse occasioni non se ne vedono, fino all’ultimo minuto quando Manuel si divora il possibile 4-3 a tu per tu col portiere avversario; poi un lieve contatto fra i due giocatori surriscalda gli animi, fra estrarre due gialli all’arbitro (di cui uno al nostro n°11, ovvero Sandrù, che l’era le bel chièt in panca) e fa scappare qualche parola di troppo fra le due panchine. Triplice fischio, l’intelligentone del mercoledì di coppa definisce il Bonate come “il mongolino d’oro”, noi incassiamo, portiamo a casa e semplicemente siamo lieti di ricordare che col “mongolino d’oro” si è pareggiato. Eh sì, pareggiato, magari ai fini della qualificazione un pareggio in casa non è il migliore dei risultati, ma onestamente chissenefrega: un pari con una squadra del Gruppo A in una competizione che per la nostra squadra potremmo definire “secondaria” è un risultato che da morale e da forza, che esprime una volta di più la convinzione che, se lo si vuole, si può non essere inferiori a molte squadre, anche di categorie superiori. Detto questo, ora servirà un rapido recupero per poi tornare sabato alla nostra abituale dimensione, al campionato che sabato ci riserverà un Capizzone più ostico di quanto si possa pensare. Poi al Bresciani si tornerà a pensare la prossima settimana. Intanto ce ne andiamo a dormire con una certezza: il Bonate c’è, e se la gioca con chiunque.

martedì 21 ottobre 2008

IL BONATE NON CONVINCE. MA INTANTO VINCE

Pazzo Bonate: sa darti la sensazione di poter dominare l’avversario, salvo poi farsi riprendere quando meno te lo aspetti. E capace di rimettere le cose a posto in una manciata di minuti, grazie ad una reazione di rabbia e orgoglio nel momento decisivo della partita. Era successo una settimana fa con lo Strozza, è stato così anche ieri a Locatello. La squadra dell’OSG conquista la terza vittoria stagionale superando per 5-3 la compagine locale, un successo maturato nel finale grazie alle reti di Panz e Testa, arrivate appena dopo il gol del 3-3 di un Locatello che era rimasto in partita beneficiando degli errori sottoporta dei biancazzurri. Privo di alcuni uomini importanti, alla prima trasferta in Valle Imagna della stagione il Bonate mette in mostra un grande cuore e la voglia mai doma di tornare in pianura con i 3 punti nella sacca, ma anche un gioco ed una concentrazione ancora latenti. Non è stata una partita facile da conquistare, così come ora quello di Locatello non è un risultato semplice da decifrare: il Bonate vince ma non brilla oppure il Bonate non brilla ma vince? Ognuno giustamente avrà una sua opinione al riguardo, noi optiamo per la seconda: dopo quattro giornate di campionato, la squadra fatica ancora ad esprimere tutto il suo potenziale, tuttavia riesce lo stesso ad estrarre quei colpi e quel carattere che gli permettono di avere la meglio su avversari non insormontabili. I colpi sono quelli di Ivan, che viaggia alla media di quasi due gol a partita (di cui uno fisso su calcio piazzato); è innegabile che la classe del n°7 tolga molte castagne dal fuoco in casa Bonate Sotto. Il carattere è quello di gente come Natali o Mapo che nei momenti caldi riescono a dare quella carica agonistica in più al settebello bonatese, senza dimenticare la concretezza espressa da Panz e Testa al momento giusto per portare in porto la partita. E se Omarone nella sua cronaca della partita ha voluto eleggere il “Buitre” a uomo simbolo di questa vittoria, noi propendiamo invece per le giocate di “Bobo” Sandrù, alla seconda presenza consecutiva con una maglia da titolare ed in costante crescita; pur nelle difficoltà incontrate, il n°11 evidenzia una volta di più come la voglia di dare tutto, in allenamento come in partita, possa fare miracoli e la rete da applausi del 2-1 (gol n°25 in carriera per lui) ne rappresenta l’immagine migliore. Positivi anche i rientri di Ricky e Testa, che, partiti con qualche titubanza, sono migliorati alla distanza chiudendo il match da assoluti protagonisti e prendendosi gli applausi del Kollettivo. I nove punti conquistati dai biancazzurri nelle prime quattro giornate evidenziano un bottino uguale a quello del campionato scorso nello stesso momento della stagione e migliore rispetto a quello di due anni fa: è la conferma che la strada intrapresa in questo scorcio di stagione è quella giusta, staremo a vedere se Gozzi e compagni riusciranno a cogliere la grande opportunità di riuscire ulteriormente a migliorarsi. Di sicuro c’è che ora il campionato verrà messo da parte per qualche giorno: con l’esordio nel Bresciani il mercoledì sera al “San Giorgio” si preannuncia incandescente, visto che l’avversario è di quelli tosti tosti. Non basta leggere il nome della squadra da affrontare (anche perché è impronunciabile oltre che incomprensibile) per trovare le motivazioni giuste in questa competizione: però basta sapere che quelli di Fiorano giocano nel gruppo A per insinuare nei biancazzurri la voglia di conoscere realmente quale sia il proprio valore. E chissà che non capiti anche stavolta di vedere un pazzo Bonate.

lunedì 20 ottobre 2008

TUTTI LO INVOCANO…..OOOOHH…OMAR ROTTOLIIII!!!!

Tocca a lui festeggiare. Tocca ad Omar spegnere le candeline in occasione del suo compleanno. Volto storico della squadra e non solo, infatti non esageriamo se usciamo dai confini calcistici per dire che l’Omarone è una della facce più conosciute dell’intero paese di Bonate Sotto e, perché no, pure al di fuori visto che ha amici in ogni dove. Insomma, tutti lo conoscono e tutti gli vogliono bene, dato abbastanza inconfutabile visto che a memoria d’uomo non ci ricordiamo nessuno che abbia mai una volta osato parlar male dell’omone panzuto che veste la maglia n°12 del Bonate a 7. E i suoi compagni di squadra lo amano a tal punto da paragonarlo ogni giorno ad un personaggio famoso: una volta è Bud Spencer, un’altra Pistorius, un’altra ancora è Kung-Fu Panda. Ma al di là dei nomignoli che lasciano il tempo che trovano, l’Omarone è amato soprattutto perché rappresenta per tutti una certezza: un baluardo nello spogliatoio, una sicurezza in campo, una roccia nel credere fortemente al progetto di questa squadra, un riferimento per i tifosi e per la gente comune. Uno che non si scompone e che non ha paura di andare controcorrente, d’altra parte l’Omarone è sempre l’Omarone anche nelle fasi più difficili della stagione e nei momenti più bui della squadra; solo una volta l’abbiamo visto meno sicuro del solito, con lo sguardo un po’annebbiato e il passo insicuro: quando ha varcato la porta per la colazione del sabato mattina a Novazza, durante il ritiro di un mese fa, ma quell’Omar lì, con la faccia verde e la voce rauca, andava compatito. Ci piace ricordarlo così ma anche in un altro modo, perché infatti lo vogliamo rivedere al più presto nel posto che l’ha reso celebre: fra i pali della porta del Bonate. Ora che la gamba è guarita, si tratta solo di riprendere confidenza con il campo e fiducia in sé stesso, poi tutto tornerà come prima. Ma in fondo è come se non sia successo niente: perché perone o non perone, l’Omarone è sempre stato a fianco della sua squadra, a combattere, a gioire e a soffrire con lei, che di lui non può proprio fare a meno, altrimenti non lo invocherebbe a gran voce così tante volte…OOOOH OMAR ROTTOLIIII, OMAR ROTTOLIIII, OMAR ROTTOLIIII, OMAR ROTTOOOOLIIIIIII.....TANTI AUGURI OMAR!

sabato 18 ottobre 2008

BATTAGLIA DA TRE PUNTI A LOCATELLO: E LA FAVOLA CONTINUA

La prima trasferta in valle della stagione riserva al Bonate Sotto un dolce finale: tre punti conquistati pur se tra mille sofferenze. La compagine locale del Locatello, sensibilmente migliorata rispetto alla scorsa stagione, tiene botta a lungo ai bianco-azzurri e capitola solo ai colpi d’astuzia di Ivan e compagni. Proprio l’estroso “Pantera”, schierato il fascia destra e autore di una doppietta, risulta il valore aggiunto di un Bonate menomato, che trova in un “Re Leone” Natali, in campo con la fascia di capitano e un dolore alla schiena, un indomito guerriero in mezzo al campo e può sfoderare un “Cruz” Sandroglio di eccezionale concretezza oltre che autore di un gol da cineteca. Ricky si fa in quattro per arginare il possente Salvi, mentre Mapèl spinge offrendo alla squadra un assetto alto per favorire Testa nel dominio del reparto avanzato e Vittorio controlla tutto da dietro.
Si inizia con un Bonate autoritario ma con poca verve mentre Salvi si scrolla di dosso Ricky e costringe Vittorio a una parata di piede. Ivan prova la magia su calcio piazzato che Testa sfiora e mette nel sacco ma l’arbitro sale in cattedra e annulla facendo ripetere il tiro e mandando su tutte le furie i bianco-azzurri: non sarà che il primo errore del patetico show che il fischietto metterà in campo, sbagliando tutto lo sbagliabile, fortunatamente senza incidere sul risultato. Ancora “Pantera” apre su Mapèl, ma “Hurricane” è chiuso dal portiere, e dall’altra parte Vittorio deve sfoderare tutta la sua classe per impedire il gol al solito Salvi. Sembra fatta al 10° ma la girata dal limite di Testa è troppo strozzata e si perde sul fondo, mentre non perdona Zorzetti un minuto dopo: fallo non rilevato su Mapèl e gol indisturbato per il beffardo 1-0. La reazione del Bonate è un po’ confusa: ci vuole una punizione magica di Ivan per pareggiare il conto con la sfera che si insacca all’incrocio; e dopo pochi minuti Sandrù infila un gol strepitoso da lontano lasciando tutti a bocca aperta e portando i suoi sul 2-1. Nel finale di tempo l’azione più bella dell’incontro con un Bonate in dispiegamento spinto da Mapèl che apre su Natali: il centro di “Re Leone” trova Sandrù in millimetrico ritardo e l’azione sfuma e, atroce come ogni beffa, arriva il 2-2 ancora con Zorzetti liberato sottoporta da una respinta difettosa di Ricky. La rabbia del Bonate è tutta nella progressione di Mapèl che serve Ivan, ma il suo tiraccio che sfiora le stelle chiude la prima frazione.
La ripresa si apre con un Bonate deciso a chiudere il match e su grande imbeccata di Mapèl è Ivan a insaccare di piatto con freddezza, sfruttando la respinta di Rota sul suo precedente, pessimo tiro e gli uomini del tandem Panseri-Brembilla sono di nuovo avanti. Il Locatello non molla e pressa alto: è Vittorio a sventare un insidioso calcio di punizione e quando Testa e Sandrù provano ad allentare la pressione non trovano il bersaglio grosso. Rischio enorme invece per Vittorio ma Rodeschini solissimo e a porta quasi sguarnita non riesce a concludere perdendosi sul fondo; il rischio corso scuote il Bonate che ci prova con una sfortunata volèe dell’attivissimo Sandrù e con Ivan che, smarcato da una rimessa laterale astuta di Testa, ciabatta orrendamente sul portiere. Nuovo brivido per una punizione di Invernizzi ben parata da Vittorio, ma poi Panz, subentrato a “Cruz” Sandroglio, fallisce un gol incredibile, calciando fuori un pallone pressoché impossibile da sbagliare e quando anche la punizione di Ivan sfiora l’incrocio dei pali sembra proprio che la partita sia stregata, anche perché a soli 6 minuti dallo scadere Invernizzi indovina da lontano un bolide che batte Vittorio e rimette tutto in parità.
Sono questi i momenti in cui i leoni feriti si rialzano, gli attimi di grande eccitazione in cui la classe e l’astuzia fanno la differenza, secondi preziosi in cui il cuore impavido di un gruppo di eroi decide di non arrendersi agli episodi, di imporre la legge del più forte e di fissare nella mente dei testimoni che loro non si fermeranno davanti a niente e lotteranno fino all’ultima goccia di sangue per condurre in porto la vittoria che cercano, vogliono, meritano.
È un affondo di Ivan, dopo nemmeno 20 secondi, a rimettere la gara del Bonate sulla direzione dei tre punti: percussione in fascia, rasoiata verso il centro dove “El Buitre” Panz si avventa e tocca la palla di quel tanto che basta per trasformarla nel 4-3: Panz, il rossocrinito attaccante bianco-azzurro, inguardabile fino a quel momento, accende la luce e trasforma la sua presenza in campo in una magica avventura, in cui corre, lotta, recupera e sfodera una fiondata in profondità sulla quale si avventa Testa a insaccare di precisione il 5-3 che chiude il match.
La partita che non ti aspetti, con Natali dolorante ma indistruttibile lottatore, Ivan autore di una gara concreta e meno magie, Sandrù trascinatore, Testa a lottare su ogni pallone in zona d’attacco, Ricky ad arginare la potenza del suo avversario con l’astuzia e la precisione negli anticipi, Mapèl che trascina tutti dietro di sé nonostante i problemi intestinali patiti nella ripresa, Vittorio sicuro e concreto dopo le incertezza della scorsa settimana. Capitolo a parte merita Panz: assolutamente indecente nei primi minuti in campo riesce a sbagliare un gol incredibile, ma basta un tocchetto di punta su centro di Ivan per mandarlo in gol e trasformarlo in un ciclone di voglia, rabbia e concretezza: insomma da brutto anatroccolo a cigno stupendo, in questa favola che continuiamo a raccontare ogni settimana…e il finale è ancora lontano dal venire.

giovedì 16 ottobre 2008

TRASFERTONI? SI’, GRAZIE

La stagione del Bonate Sotto dilettanti a 7 entra nel vivo e dunque si inizia a parlare di trasferte lunghe ed impegnative, in una sola parola le definiremmo “pelete”, anche perché non mancano mai gli elementi di divertimento nonché di demenziale ilarità (magari l’aria di montagna ci fa sentire un po’ a Novazza…). A differenza del ritiro precampionato, però, in questo caso ci sono in ballo le partite vere, con punti in palio o una qualificazione da conquistare come nel caso del Bresciani. Nei prossimi 20 giorni i biancazzurri (e anche i soci del Kollettivo) non potranno rinunciare a fare il pieno di benzina alla propria automobile, visti i tanti chilometri che dovranno macinare per raggiungere i più svariati campi della provincia. Tre nomi nell’ordine: Locatello, Pontegiurino e Fiorano al Serio. “Che mia oia…” penserà qualcuno. “Bela storia!” replicheranno altri. E poiché l’entusiasmo non deve mai mancare, ci uniamo a coloro che pensano che le lunghe trasferte, possibilmente accarezzate dall’aria di montagna, siano una vera e propria figata; beh, insomma, poi dipende da come va la partita, perché fare 30 km (sola andata, è chiaro) per poi tornare indietro con una batosta sul groppone non è proprio il massimo della vita. Però rientrare all’amato paese portando con sé i punti conquistati in valle ha un sapore del tutto speciale. Anche se le partite più sentite sono i derby (e lì di chilometri proprio non se ne fanno!), anche i punti presi chissadove hanno il loro perché. Orari di ritrovo maldigeriti, spogliatoi spesso microscopici, docce della prima guerra mondiale, campi talvolta impresentabili e magari tirati da un Mercedes, tornanti in successione ai limiti dello sbocco…i dilettanti a 7 sono anche questo…pronti ragazzi?!? Si parteeeeeeee!!!

lunedì 13 ottobre 2008

NIENTE PAURA, CI PENSA IVAN

Colpi di genio che mettono in secondo piano gli errori commessi dalla squadra. Lampi di un solista che arrivano laddove un gioco troppo confusionario non permetterebbe di arrivare. Ci pensa Ivan a scacciare gli incubi in casa Bonate Sotto e anche se il titolo là in alto potrebbe far pensare il contrario, al “San Giorgio” contro lo Strozza la paura c’è stata, eccome. Paura di gettare al vento un risultato che sembrava essere saldamente in mano a Panseri e soci, paura di essere superati dopo esser stati rimontati, paura che i tanti errori commessi potessero rivelarsi fatali ai fini del risultato. Non è stato un bel Bonate quello che ha portato a casa la seconda vittoria stagionale, ma era importante che la squadra avesse una reazione dopo il KO di Palazzago. La reazione c’è stata, non si può rimproverare a nessuno di non averci provato, certo è che i biancazzurri hanno viaggiato a corrente alternata, spegnendosi dopo 20 minuti giocati bene (parziale di 4-1) e riemergendo solo a fine partita grazie ai due calci piazzati di Ivan (arrivato in totale a 115 reti, a sole 4 lunghezze da Manuel) che in pratica sono stati quelli che hanno deciso la partita, consolidati poi dai gol di Gozzi e Visca quasi a tempo scaduto. Bravi dunque i biancazzurri a raddrizzare una partita che si stava complicando e a non crollare sul 4-4 (momento più delicato del match per Gozzi e compagni), ma non bisogna dimenticare le lacune evidenziate dalla squadra: se davanti il Bonate è stato abile nello sfruttare le incertezze della retroguardia avversaria, si può dire lo stesso dello Strozza che non ha certo rifiutato i regali gentilmente concessi dai bonatesi. Passino magari le 3 reti subite su punizione (ma non era Omar quello imbranato sui calci piazzati?!?), ma prendere gol causa inutilizzo totale del piede sinistro (né Cap?!?) oppure lasciare totalmente solo in area un avversario su azione da rimessa laterale sono errori che non possono essere commessi da una squadra che vorrebbe misurarsi con le migliori squadre del girone. Ovviamente non si vuole crocifiggere nessuno, semplicemente si vuol porre l’accento sul fatto che, per poter lottare a certi livelli, bisognerà far tesoro degli sbagli commessi per evitare di ripeterli. Un sabato può andare bene, ma al secondo certamente si verrebbe puniti. A Locatello, contro il buon Locatello visto con i Brembo Rangers, servirà una partita diversa: fatta di cuore e di lucidità, necessaria se si vuole portare a casa qualcosa dalla Valle Imagna. E mentre ancora tutti si chiedono come sia possibile che Gozzi dopo tre giornate sia il terzo miglior marcatore della squadra, riportiamo alla mente quella che forse è stata la miglior immagine della giornata: Panz che dopo l’1-0 corre ad abbracciare proprio lui, Julian, l’amico-rivale di sei campionati, il n°9 storico che proprio all’inizio di questa stagione ha appeso le scarpe al chiodo cedendo l’amato numero a colui che per anni l’aveva sognato. Domanda: l’aveva mai abbracciato nelle sei stagioni precedenti? Qualcuno ha già pronta la risposta: “Boh…è una domanda difficile…lo so però…M2O!”, ma non è questo il punto. Il punto è che sono scene come questa che renderanno indimenticabile negli anni questa avventura, che ci faranno ricordare quando saremo vecchi che noi, a questa squadra, a questi colori, a questa gente, ci tenevamo per davvero. E allora godiamocela, una vittoria o sconfitta non cambiano la sostanza, una partita giocata bene o giocata male non può intaccare l’essenza del gruppo. E se qualcuno sbaglia, meno male che ci pensa qualcun altro a raddrizzare tutto: è il bello di una squadra. Niente paura, questa volta ci ha pensato Ivan.

domenica 12 ottobre 2008

LA CLASSE DI IVAN RISOLVE NEL FINALE L’HARAKIRI DEL BONATE

Ritorno a casa per il Bonate e ritorno alla vittoria: sul terreno di gioco del San Giorgio Stadium i bianco-azzurri sembrano dominare con sicurezza gli ospiti dello Strozza, salvo poi subire una clamorosa rimonta e, ad un soffio da un inenarrabile baratro, sfoderare una classe infinita e risolvere la questione. Il tandem Panseri-Brembilla rimescola le carte rispetto alle precedenti uscite, anche in rispetto del necessario turn-over, e dispone Robertinho nel cuore delle manovre, con Ivan sulla destra e “Bobo” Sandrù a sinistra, mentre la copertura è affidata ad uno spumeggiante Gozzi affiancato da Capitan Stefano; agli estremi, Panz a sfondare centralmente e l’inamovibile Vittorio tra i pali. Si inizia in sordina, con un Bonate guardingo e uno Strozza che rivela una tenuta granitica: piedi ruvidi, grande dinamicità e un Vassalli eccellente, dotato di classe sopraffina e di ottima visione di gioco. È “Bobo” Sandrù a cercare per primo la via del gol con una volèe che si perde a lato e anche Ivan non trova il bersaglio grosso, ma il gol è nell’aria: Ivan calcia una punizione al centro, Panz controlla da sottomisura e batte il portiere. L’1-0 che esalta i padroni di casa e scioglie la tensione dei primi minuti, dura meno di sessanta secondi: Roby controlla sulla mediana e fa partire uno spiovente in “semi-scialuppa” che beffa l’indeciso Rota e raddoppia per i suoi, ma dopo un altro minuto Vassalli si traveste da “Ivan” e pennella una punizione d’oro che accorcia lo score sul 2-1. Il beffardo gol punge sul vivo “Pantera” Ivan che sale prepotentemente in cattedra: con un tocco astuto libera Sandrù al limite dell’area e per “Bobo” è uno scherzo infilare il 3-1 con una bomba di sinistro. Il Bonate gioca sul velluto, convinto di dominare la partita in qualsiasi momento: Capitan Stefano prova la botta a spiovere ma è alto di un soffio, poi Ivan inventa un gol incredibile, con un pallonetto delicato da posizione defilata beffa il portiere e si guadagna una standing ovation e porta i suoi su un 4-1 che sembra chiudere i giochi. Proprio questa sicurezza deconcentra i ragazzi e fa uscire la determinazione di avversari mai domi: Vittorio chiude a valanga su Capelli, poi un errore di Stefano provoca un clamoroso svarione dell’intero pacchetto difensivo e per Vassalli è uno scherzo infilare il 4-2 con un piattone sul palo lontano. La reazione del Bonate si concretizza in una girata di Ivan sventata in corner da Rota che chiude la prima frazione. L’inizio ripresa vede un Bonate incredibilmente involuto lasciare la partita in mano agli avversari senza riuscire a reagire: una punizione contestata dai bonatesi è trasformata nel 4-3 da un’altra splendida esecuzione di Vassalli, poi Ivan respinge una nuova punizione dell’indiavolato numero 7 ospite, ma poi lo stesso “Pantera” si lascia sfuggire l’avversario diretto che irrompe in area su rimessa laterale e insacca il 4-4 con un tocco di testa facile facile. Il Bonate sembra in ginocchio e per rialzarsi ci vuole una preziosa parata di Vittorio su nuova insidiosa punizione di Vassalli: la fiducia che questo intervento del portierone infonde nel cuore dei suoi risulterà decisivo, visto che i bianco-azzurri riprendono in mano la situazione e provano subito con una percussione autoritaria di Roby che scarica alto. Per il rush decisivo ci vuole la classe di Ivan: in una partita risolta da calci piazzati, “Pantera” infila dal limite un pallone nell’angolino con precisione geometrica e dopo due minuti, su un altro calcio piazzato il numero 7 bonatese indovina una nuova traiettoria chirurgica porta i suoi sul 6-4. Anche lo Strozza prova due volte su punizione: sulla prima Vittorio para in due tempi, ma la seconda, un missile terra-aria all’incrocio di Capelli accorcia lo score. La partita rimane intensa e Visca, subentrato a Panz, ben imbeccato da Ivan, è chiuso da Rota al momento di concludere, mentre un bolide di Erba si perde a lato. La potenza di Visca mette in imbarazzo la difesa ospite: un suo tocco a battere il portiere è salvato sulla linea da un difensore e sul seguente corner Ivan di testa indisturbato mette fuori; Gozzi deve sudare sette camicie per arginare il proprio avversario e deve anche immolarsi per smorzare un tiro insidioso che poi si perde tra le braccia di Vittorio e lo stesso monumentale Gozzi allunga per i suoi con una punizione da centrocampo, deviata di testa da Erba a beffare il proprio portiere. I conti li chiude Visca, con una girata di potenza da sottomisura a sfruttare una apertura magica di un Ivan immenso. Bonate double-face quello visto contro lo Strozza: fatto di fasi di gara condotte con grande sicurezza e di amnesie clamorose, che non possono essere concesse a squadre così esperte. Note positive per un Ivan trascinatore e cecchino infallibile e per un Gozzi strepitoso, mentre a fasi alterne Roby in mezzo al campo e Vittorio tra i pali; Sandrù autore della solita prova di grande umiltà e concretezza, come Mapo entrato a dare dinamismo nel finale, mentre conferme per Visca, potente e sicuro; da rimandare Panz, nonostante il gol e la generosità è apparso non al top, e Capitan Stefano poco lucido e meno concreto del solito.

venerdì 10 ottobre 2008

BOBO & VITTO, GLI INOSSIDABILI

Quelli che fanno i salti mortali per primeggiare in questa speciale classifica. Quelli che resistono alla tentazione di passare una serata sul divano davanti alla tv. Quelli che tornano in fretta e furia dal lavoro pur di non mancare. Quelli che dimostrano, senza nulla togliere agli altri, la voglia di esserci sempre, il maggior senso di appartenenza alla squadra, un grande senso di attaccamento alla maglia. Stiamo parlando dei “mai assenti”, ovvero coloro che guidano la classifica delle presenze agli allenamenti e alle partite. Impegni vari, di lavoro e non solo, costringono spesso i giocatori del Bonate a 7 ad alzare bandiera bianca, eppure c’è sempre chi stringe i denti e cerca di non mollare. Finora, in questa stagione, i biancazzurri si sono ritrovati 21 volte fra allenamenti, ritiro di Novazza (che vale doppio!) e partite e solo due giocatori non hanno mai fatto registrare assenze: Bobo e Vittorio sono là, spalla a spalla, in testa a questa speciale classifica, sperando che l’altro sia il primo a fare un passo falso. Come è successo a Gozzi proprio stasera, che dunque è fermo a quota 20 presenze, come Manuel che ha approfittato dell’assenza del n°5 per acciuffarlo. A 19 troviamo Ivan, mentre una lunghezza più sotto viaggiano di pari passo i cugini Sangalli, come gli ultimi arrivati Visca e Sandrel che finora hanno fatto registrare 17 presenze ciascuno. Testa è un gradino più sotto, poi a 13 troviamo il trio composto da Ricky, Mapo e Panz; chiude la graduatoria l’infortunato Omarone, che essendo in fase di recupero non è ancora sceso in campo se non per mettere a lustro il “Titorio”. Complimenti dunque, anche se parziali visto che siamo solo ad ottobre, all’inossidabile coppia Bertuletti-Cattaneo, sperando che questa classifica delle presenze stuzzichi sempre più il gruppo generando una simpatica lotta interna che non può che far bene alla squadra. Il voler dimostrare a sé stessi e agli altri quanto ognuno ci tiene è uno stimolo grandissimo che da la forza per andare avanti e per non mollare mai, anche quando si è stanchi, anche quando si è in ritardo, anche quando “stavo per scrivere un messaggio al Seba perché stasira ghere propre mia oia…” In palio c’è solo l’onore, ma la voglia di succedere ai vari Seba (vincitore nel 2004-2005), Manuel (2005-2006), Vittorio e Omar (2006-2007) e ancora Vittorio (2007-2008) è davvero tanta! Chi la spunterà? E’ una lotta difficile, lo so…però…M2O!

mercoledì 8 ottobre 2008

AUGURI RE LEONE!

…e torna di nuovo l’8 ottobre, e anche quest’anno non possiamo non fare gli auguri al nostro amato “Re Leone”, cioè Manuel Natali!
Numero 10 da sempre, quasi un tatuaggio sulla sua schiena, mentre sul cuore spiccano i colori del Bonate Sotto, affiancati a quelli della “sua” Fiorentina, Manuel è colui che interpreta al meglio lo spirito goliardico dei bianco-azzurri: sempre il primo a lottare e l’ultimo ad arrendersi, il primo a festeggiare e tra gli ultimi a mollare.
Manuel: il primo vero grande acquisto del Bonate, il primo colpo di mercato di Seba, quando ancora la squadra sperimentale annaspava in acque poco sane, attorno a lui è nato questo gruppo che ci fa sognare al sabato, dai suoi piedi sono partiti i primi gol importanti, quelli della riscossa bonatese, quelli che hanno regalato le prime stagioni in cui lottare alla pari con gli avversari.
Manuel: il centrocampista pieno di grinta e classe, autore di reti memorabili, come la doppietta dell’indimenticabile derby a Bonate Sopra, o il gol dopo soli tre secondi contro il Sorisole, o la doppietta di freddezza ed esperienza che ha steso l’imbattuto Albenza; non a caso il primo ad arrivare alla fatidica cifra di 100 reti in maglia bianco-azzurra.
Ora alziamo i calici e brindiamo ad un grande uomo e ottimo giocatore che compie 26 anni, augurandogli di ruggire ancora a lungo e con la solita determinazione, con la maglia del Bonate, ma soprattutto gli auguriamo di vivere sempre con lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di vincere che lo animano nel rettangolo di gioco.
Buon compleanno, allora, Re Leone. E come canterebbe il Kollettivo: MANUEL NATALI, LALLALLA LALLA LA, MANUEL NATALI!

lunedì 6 ottobre 2008

E’ UN BONATE DIFFICILE, LO SO…PERO’…

Difficile questo Bonate. Difficile capire una squadra che va come il vento alla prima giornata e che alla seconda fa una fatica incredibile ad andare al tiro e a rendersi pericolosa. Per nulla convincenti se non nell’ultimo quarto d’ora della partita, Ricky e compagni falliscono il secondo appuntamento della stagione e se ne tornano all’amato paese a bocca asciutta e con un grande rammarico, ovvero quello di aver avuto un rendimento assai inferiore alle aspettative della vigilia. Chiariamo subito: la sconfitta brucia, ma non deve assolutamente creare nessun dramma; anzi, può capitare su un campo ostico e contro una buona squadra come il Grey Horse, tuttavia spiace più per la prestazione della squadra nel suo complesso, davvero opaca per un tempo e mezzo. Poi, nel finale, sono venuti fuori l’orgoglio e la voglia di dimostrare di non essere inferiori agli avversari, ma indubbiamente si è trattato di una reazione tardiva, oltre che poco fortunata. Partita nel complesso bruttina, bloccata da un terreno insidioso e da due squadre attente nel coprire gli spazi. Grey Horse meglio del Bonate nel saper sfruttare i buchi concessi, biancazzurri che invece prendono coscienza delle proprie possibilità quando ormai il danno è compiuto e che possono recriminare per i due legni colpiti, per qualche palla persa di troppo oltre che per una troppo prolungata inoffensività nella metacampo avversaria. Il match in fondo è stato tutto qui e a spuntarla è stata la squadra più brillante e reattiva. Il Bonate paga le enormi difficoltà riscontrate nel tessere delle efficaci trame di gioco: non è la prima volta che i nostri, non riuscendo a fare gioco, vanno in difficoltà, finendo per subire. Vuoi per il campo, vuoi per la buona organizzazione avversaria, emergono i limiti della squadra, limiti che andranno sistemati e corretti al più presto al fine di rimettersi in carreggiata. Succede a volte che non si riesca a fare ciò che si vorrebbe, pazienza, c’è tempo e modo per recuperare. Uno sguardo ai singoli, anche se è forse superficiale dato che la prestazione della squadra è stato piuttosto omogenea. La definiremmo “omogeneamente scialba”. Si è distinto Natali, che, pur senza brillare, è stato forse il primo a capire che, visto come stavano andando le cose, bisognava tirar fuori quel qualcosa in più. Rimandato l’esordiente Sandrel: sognava un inizio migliore, ma non poteva fare miracoli se la squadra non girava; è stato comunque l’unico che nel primo tempo è andato vicino al gol. Benino Ivan, che ha alternato giocate sciagurate a magìe che solo i suoi piedi sanno compiere. “Visca, va det e tira sò la pòrta” si mormorava in panchina mentre il n°18 entrava in campo: ma il Miki la porta non l’ha mai vista! Commenti quindi poco lusinghieri un po’ per tutti, ma la fortuna del Bonate sta nel saper sempre tenere alto il morale del gruppo: con la forza dello spogliatoio e ben consapevoli di quali sono gli obiettivi. Sono i “però” di questa squadra, capace di mettere il divertimento davanti a tutto, anche davanti ad un’amara sconfitta. “Entusiasmo allo stato puro, ci ripigliamo di sicuro”. Se la mettiamo così, quella di sabato è davvero una sconfitta che non fa male, anzi una sconfitta che è ormai alle spalle visto che già si pensa all’impegno casalingo con lo Strozza. Riusciremo a rivedere il nostro amato Bonate Sotto? Difficile saperlo, difficile prevedere che Bonate vedremo la prossima partita. Ma forse saperlo non ha tutta questa importanza, quel che invece sappiamo tutti è che... è un Bonate difficile...lo so...però...M2O!

domenica 5 ottobre 2008

BONATE CON POCHE IDEE: PRIMA SCONFITTA

Il Bonate Sotto non da seguito alla bella vittoria di una settimana fa e sul campo del Grey Horse incassa la prima sconfitta della stagione, al termine di sessanta minuti deludenti e ravvivati solo da un finale coraggioso. Il tandem “Panseri-Brembilla” ricorre ad un ampio turnover, confermando, rispetto alla partita con il Brembate Sopra, i soli Vittorio e Manuel; la coppia difensiva è costituita da Ricky e Mapo, mentre sulle fasce giostrano Roby e Sandrel (quest’ultimo all’esordio ufficiale in maglia biancazzurra) a supporto di Testa, unica punta del settebello bonatese. L’inizio è lento e confuso da ambo le parti, complice anche il fondo insidioso che non consente di costruire trame di gioco veloci ed efficaci; la prima vera occasione da rete la costruiscono i padroni di casa, ma la deviazione di Vanotti su servizio di Mazzoleni è fuori misura di un soffio alla sinistra di Vittorio, che però deve capitolare una manciata di minuti dopo su una girata dello stesso Vanotti, lasciato troppo solo in area. Il Bonate prova a reagire, ma senza la necessaria brillantezza tutto risulta molto difficile, al punto che il portiere di casa non è mai chiamato a sporcarsi i guanti, se non in occasione di un tiro-cross di Sandrel che, una volta smanacciato, danza a pochi centimetri dalla linea di porta senza trovar pronto nessun biancazzurro per la battuta a rete. I calci piazzati nella metacampo gialloblu non vengono mai sfruttati a dovere e una palla persa in attacco si trasforma in un contropiede vincente per il Grey Horse: Michel Mazzoleni azzecca il diagonale che infila un sorpreso Vittorio per il 2-0. Un sinistro di Sandrel a lato di poco è l’ultimo sussulto bonatese in un primo tempo davvero povero di ispirazione per i colori biancazzurri. Ad inizio ripresa è bravo Testa a conquistare palla sulla sinistra, ma la sua conclusione mancina a tu per tu con il portiere avversario è troppo debole per arrivare a rete ed infatti Angiolini spazza prima che la sfera superi la linea bianca. Ci prova anche Roby, ma la sua palombella è intercettata dall’estremo difensore gialloblu. Doppio cambio per il Bonate, con la staffetta fra i cugini Sangalli e l’ingresso di Visca al posto di Testa, ma non se ne vedono gli effetti: i biancazzurri vengono nuovamente sorpresi di rimessa e al 5° minuto della ripresa la discesa di Vanotti si conclude in fondo al sacco, per il triplice vantaggio dei padroni di casa. Entra anche Ivan che rileva Mapo, ma nella partita di oggi c’è poco spazio per i piedi fini. Solo da calcio piazzato il Bonate riesce a rendersi pericoloso ed è clamoroso il palo interno che lo stesso Ivan colpisce calciando una punizione defilata sulla sinistra. Altri due calci piazzati scoccati dal n°7 biancazzurro e da Visca non sortiscono effetti, ma all’ennesimo tentativo ecco che Faccini replica la traiettoria vincente di sette giorni prima, così a dieci minuti dal termine la partita si riapre clamorosamente, anche perché il Bonate appare ora trasformato, almeno dal punto di vista caratteriale. “Bobo” Sandrù prende il posto del quasi omonimo Sandrel, assicurando un’ulteriore spinta offensiva in questo finale di partita tutto biancazzurro, se si eccettua una clamorosa occasione per Vanotti che il n°9 di casa spreca calciando alle stelle. Gli ultimi minuti vedono un Bonate generoso quando ormai è troppo tardi; un traversone da destra viene spizzato da Sandrù che pesca Ivan defilato, ma il suo pallonetto da posizione impossibile si spegne sulla traversa confermando la scarsa fortuna dei biancazzurri in questa giornata. L’incontro si chiude dopo tre minuti di recupero durante i quali viene espulso Mazzoleni per doppia ammonizione. Giornata negativa dunque per il Bonate Sotto, opaco per lunghi tratti e capace di scuotersi solo dopo la rete dell’1-3, a differenza di un avversario che è entrato prima in partita riuscendo così a crearsi una situazione di vantaggio che l’ha portato ai tre punti. In casa Bonate Sotto bisognerà lavorare per capire cosa non ha funzionato e per migliorare in vista dei prossimi impegni, anche per non deludere un Kollettivo come quello visto a Palazzago: sempre vicino alla squadra, anche e soprattutto nei momenti più bui.

giovedì 2 ottobre 2008

IL PREDICONE DELL’OMARONE

Non sapete cosa fare il sabato sera? Volete sentire i brividi scendere lungo la schiena? Volete vedere l’Omarone come non lo avete mai visto? Se desiderate soddisfare le vostre voglie, non lasciatevi sfuggire l’occasione di sabato 11 ottobre, quando, alle 20.45 nel cineteatro dell’oratorio, il nostro portierone zoppo darà spettacolo nel vero senso della parola. No, avete capito male: niente “caresa” in pubblico, né tantomeno si tratta del remake di “Banana Joe”, semplicemente Omar parlerà ininterrottamente, solo lui, per circa due ore e mezza. Completamente impazzito? Forse sì, quel che è certo è che il Rottoli si sta preparando con grande cura ed impegno per portare in scena l’orazione civile intitolata “Vajont, 9 ottobre 1963”, che racconta appunto della tristemente famosa tragedia del Vajont. Chi ha avuto l’occasione di sbirciare le prove può assicurare che si tratta di qualcosa di molto più coinvolgente di quel che potrebbe sembrare, anzitutto per la vicenda raccontata, anche per il linguaggio e i toni usati ma soprattutto perché sul palco c’è lui, l’Omarone!!!! Quindi, dopo essermi intascato il mio gruzzoletto per aver dato spazio sul blog a questo messaggio promozional-teatrale che non c'entra nulla col calcio a 7 o forse un pochino sì visto la caratura e soprattutto il peso del personaggio in questione, non mi rimane altro da fare che invocare la presenza di molti nel teatro per quella sera, quando potrete ammirare con i vostri occhi tutta la bellezza dell’Omarone e potrete sentire con le vostre orecchie tutto il suo predicone. O-MAR ROT-TO-LI