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Quelli che fanno i salti mortali per primeggiare in questa speciale classifica. Quelli che resistono alla tentazione di passare una serata sul divano davanti alla tv. Quelli che tornano in fretta e furia dal lavoro pur di non mancare. Quelli che dimostrano, senza nulla togliere agli altri, la vogli
a di esserci sempre, il maggior senso di appartenenza alla squadra, un grande senso di attaccamento alla maglia. Stiamo parlando dei “mai assenti”, ovvero coloro che guidano la classifica delle presenze agli allenamenti e alle partite. Impegni vari, di lavoro e non solo, costringono spesso i giocatori del Bonate a 7 ad alzare bandiera bianca, eppure c’è sempre chi stringe i denti e cerca di non mollare. Finora, in questa stagione, i biancazzurri si sono ritrovati 21 volte fra allenamenti, ritiro di Novazza (che vale doppio!) e partite e solo due giocatori non hanno mai fatto registrare assenze: Bobo e Vittorio sono là, spalla a spalla, in testa a questa speciale classifica, sperando che l’altro sia il primo a fare un passo falso. Come è successo a Gozzi proprio stasera, che dunque è fermo a quota 20 presenze, come Manuel che ha approfittato dell’assenza del n°5 per acciuffarlo. A 19 troviamo Ivan, mentre una lunghezza più sotto viaggiano di pari passo i cugini Sangalli, come gli ultimi arriva
ti Visca e Sandrel che finora hanno fatto registrare 17 presenze ciascuno. Testa è un gradino più sotto, poi a 13 troviamo il trio composto da Ricky, Mapo e Panz; chiude la graduatoria l’infortunato Omarone, che essendo in fase di recupero non è ancora sceso in campo se non per mettere a lustro il “Titorio”. Complimenti dunque, anche se parziali visto che siamo solo ad ottobre, all’inossidabile coppia Bertuletti-Cattaneo, sperando che questa classifica delle presenze stuzzichi sempre più il gruppo generando una simpatica lotta interna che non può che far bene alla squadra. Il voler dimostrare a sé stessi e agli altri quanto ognuno ci tiene è uno stimolo grandissimo che da la forza per andare avanti e per non mollare mai, anche quando si è stanchi, anche quando si è in ritardo, anche quando “stavo per scrivere un messaggio al Seba perché stasira ghere propre mia oia…” In palio c’è solo l’onore, ma la voglia di succedere ai vari Seba (vincitore nel 2004-2005), Manuel (2005-2006), Vittorio e Omar (2006-2007) e ancora Vittorio (2007-2008) è davvero tanta! Chi la spunterà? E’ una lotta difficile, lo so…però…M2O!
…e torna di nuovo l’8 ottobre, e anche quest’anno non possiamo non fare gli auguri al nostro amato “Re Leone”, cioè Manuel Natali!
Numero 10 da sempre, quasi un tatuaggio sulla sua schiena, mentre sul cuore spiccano i colori del Bonate Sotto, affiancati a quelli della “sua” Fiorentina, Manuel è colui che interpreta al meglio lo spirito goliardico dei bianco-azzurri: sempre il primo a lottare e l’ultimo ad arrendersi, il primo a festeggiare e tra gli ultimi a mollare.
Manuel: il primo vero grande acquisto del Bonate, il primo colpo di mercato di Seba, quando ancora la squadra sperimenta
le annaspava in acque poco sane, attorno a lui è nato questo gruppo che ci fa sognare al sabato, dai suoi piedi sono partiti i primi gol importanti, quelli della riscossa bonatese, quelli che hanno regalato le prime stagioni in cui lottare alla pari con gli avversari.
Manuel: il centrocampista pieno di grinta e classe, autore di reti memorabili, come la doppietta dell’indimenticabile derby a Bonate Sopra, o il gol dopo soli tre secondi contro il Sorisole, o la doppietta di freddezza ed esperienza che ha steso l’imbattuto Albenza; non a caso il primo ad arrivare alla fatidica cifra di 100 reti in maglia bianco-azzurra.
Ora alziamo i calici e brindiamo ad un grande uomo e ottimo giocatore che compie 26 anni, augurandogli di ruggire ancora a lungo e con la solita determinazione, con la maglia del Bonate, ma soprattutto gli auguriamo di vivere sempre con lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di vincere che lo animano nel rettangolo di gioco.
Buon compleanno, allora, Re Leone. E come canterebbe il Kollettivo: MANUEL NATALI, LALLALLA LALLA LA, MANUEL NATALI!
Difficile questo Bonate. Difficile capire una squadra che va come il vento alla prima giornata e che alla seconda fa una fatica incredibile ad andare al tiro e a rendersi pericolosa. Per nulla convincenti se non nell’ultimo quarto d’ora della partita, Ricky e compagni falliscono il secondo appuntamento della stagione e se ne tornano all’amato paese a bocca asciutta e con un grande rammarico, ovvero quello di aver avuto un rendimento assai inferiore alle aspettative della vigilia. Chiariamo subito: la sconfitta brucia, ma non deve assolutamente creare nessun dramma; anzi, può capitare su un campo ostico e cont
ro una buona squadra come il Grey Horse, tuttavia spiace più per la prestazione della squadra nel suo complesso, davvero opaca per un tempo e mezzo. Poi, nel finale, sono venuti fuori l’orgoglio e la voglia di dimostrare di non essere inferiori agli avversari, ma indubbiamente si è trattato di una reazione tardiva, oltre che poco fortunata. Partita nel complesso bruttina, bloccata da un terreno insidioso e da due squadre attente nel coprire gli spazi. Grey Horse meglio del Bonate nel saper sfruttare i buchi concessi, biancazzurri che invece prendono coscienza delle proprie possibilità quando ormai il danno è compiuto e che possono recriminare per i due legni colpiti, per qualche palla persa di troppo oltre che per una troppo prolungata inoffensività nella metacampo avversaria. Il match in fondo è stato tutto qui e a spuntarla è stata la squadra più brillante e reattiva. Il Bonate paga le enormi difficoltà riscontrate nel tessere delle efficaci trame di gioco: non è la prima volta che i nostri, non riuscendo a fare gioco, vanno in difficoltà, finendo per subire. Vuoi per il campo, vuoi per la buona organizzazione avversaria, emergono i limiti della squadra, limiti che andranno sistemati e corretti al più presto al fine di rimettersi in carreggiata. Succede a volte che non si riesca a fare ciò che si vorrebbe, pazienza, c’è tempo e modo per recuperare. Uno sguardo ai singoli, anche se è forse superficiale dato che la prestazione della squadra è stato piuttosto omogenea. La definiremmo “omogeneamente scialba”. Si è distinto Natali, che, pur senza
brillare, è stato forse il primo a capire che, visto come stavano andando le cose, bisognava tirar fuori quel qualcosa in più. Rimandato l’esordiente Sandrel: sognava un inizio migliore, ma non poteva fare miracoli se la squadra non girava; è stato comunque l’unico che nel primo tempo è andato vicino al gol. Benino Ivan, che ha alternato giocate sciagurate a magìe che solo i suoi piedi sanno compiere. “Visca, va det e tira sò la pòrta” si mormorava in panchina mentre il n°18 entrava in campo: ma il Miki la porta non l’ha mai vista! Commenti quindi poco lusinghieri un po’ per tutti, ma la fortuna del Bonate sta nel saper sempre tenere alto il morale del gruppo: con la forza dello spogliatoio e ben consapevoli di quali sono gli obiettivi. Sono i “però” di questa squadra, capace di mettere il divertimento davanti a tutto, anche davanti ad un’amara sconfitta. “Entusiasmo allo stato puro, ci ripigliamo di sicuro”. Se la mettiamo così, quella di sabato è davvero una sconfitta che non fa male, anzi una sconfitta che è ormai alle spalle visto che già si pensa all’impegno casalingo con lo Strozza. Riusciremo a rivedere il nostro amato Bonate Sotto? Difficile saperlo, difficile prevedere che Bonate vedremo la prossima partita. Ma forse saperlo non ha tutta questa importanza, quel che invece sappiamo tutti è che... è un Bonate difficile...lo so...però...M2O!
Il Bonate Sotto non da seguito alla bella vittoria di una settimana fa e sul campo del Grey Horse incassa la prima sconfitta della stagione, al termine di sessanta minuti deludenti e ravvivati solo da un finale coraggioso. Il tandem “Panseri-Brembilla” ricorre ad un ampio turnover, confermando, rispetto alla partita con il Brembate Sopra, i soli Vittorio e Manuel; la coppia difensiva è costituita da Ricky e Mapo, mentre sulle fasce giostrano Roby e Sandrel (quest’ultimo all’esordio ufficiale in maglia biancazzurra) a supporto di Testa, unica punta del settebello
bonatese. L’inizio è lento e confuso da ambo le parti, complice anche il fondo insidioso che non consente di costruire trame di gioco veloci ed efficaci; la prima vera occasione da rete la costruiscono i padroni di casa, ma la deviazione di Vanotti su servizio di Mazzoleni è fuori misura di un soffio alla sinistra di Vittorio, che però deve capitolare una manciata di minuti dopo su una girata dello stesso Vanotti, lasciato troppo solo in area. Il Bonate prova a reagire, ma senza la necessaria brillantezza tutto risulta molto difficile, al punto che il portiere di casa non è mai chiamato a sporcarsi i guanti, se non in occasione di un tiro-cross di Sandrel che, una volta smanacciato, danza a pochi centimetri dalla linea di porta senza trovar pronto nessun biancazzurro per la battuta a rete. I calci piazzati nella metacampo gialloblu non vengono mai sfruttati a dovere e una palla persa in attacco si trasforma in un contropiede vincente per il Grey Horse: Michel Mazzoleni azzecca il diagonale che infila un sorpreso Vittorio per il 2-0. Un sinistro di Sandrel a lato di poco è l’ultimo sussulto bonatese in un primo tempo davvero povero di ispirazione per i colori biancazzurri. Ad inizio ripresa è bravo Testa a conquistare palla sulla sinistra, ma la sua conclusione mancina a tu per tu con il portiere avversa
rio è troppo debole per arrivare a rete ed infatti Angiolini spazza prima che la sfera superi la linea bianca. Ci prova anche Roby, ma la sua palombella è intercettata dall’estremo difensore gialloblu. Doppio cambio per il Bonate, con la staffetta fra i cugini Sangalli e l’ingresso di Visca al posto di Testa, ma non se ne vedono gli effetti: i biancazzurri vengono nuovamente sorpresi di rimessa e al 5° minuto della ripresa la discesa di Vanotti si conclude in fondo al sacco, per il triplice vantaggio dei padroni di casa. Entra anche Ivan che rileva Mapo, ma nella partita di oggi c’è poco spazio per i piedi fini. Solo da calcio piazzato il Bonate riesce a rendersi pericoloso ed è clamoroso il palo interno che lo stesso Ivan colpisce calciando una punizione defilata sulla sinistra. Altri due calci piazzati scoccati dal n°7 biancazzurro e da Visca non sortiscono effetti, ma all’ennesimo tentativo ecco che Faccini replica la traiettoria vincente di sette giorni prima, così a dieci minuti dal termine la partita si riapre clamorosamente, anche perché il Bonate appare ora trasformato, almeno dal punto di vista caratteriale. “Bobo” Sandrù prende il posto del quasi omonimo Sandrel, assicurando un’ulteriore spinta offensiva in questo finale di partita tutto biancazzurro, se si eccettua una
clamorosa occasione per Vanotti che il n°9 di casa spreca calciando alle stelle. Gli ultimi minuti vedono un Bonate generoso quando ormai è troppo tardi; un traversone da destra viene spizzato da Sandrù che pesca Ivan defilato, ma il suo pallonetto da posizione impossibile si spegne sulla traversa confermando la scarsa fortuna dei biancazzurri in questa giornata. L’incontro si chiude dopo tre minuti di recupero durante i quali viene espulso Mazzoleni per doppia ammonizione. Giornata negativa dunque per il Bonate Sotto, opaco per lunghi tratti e capace di scuotersi solo dopo la rete dell’1-3, a differenza di un avversario che è entrato prima in partita riuscendo così a crearsi una situazione di vantaggio che l’ha portato ai tre punti. In casa Bonate Sotto bisognerà lavorare per capire cosa non ha funzionato e per migliorare in vista dei prossimi impegni, anche per non deludere un Kollettivo come quello visto a Palazzago: sempre vicino alla squadra, anche e soprattutto nei momenti più bui.
Non sapete cosa fare il sabato sera? Volete sentire i brividi scendere lungo la schiena? Volete vedere l’Omarone come non lo avete mai visto? Se desiderate soddisfare le vostre voglie, non lasciatevi sfuggire l’occasione di sabato 11 ottobre, quando, alle 20.45 nel cineteatro dell’oratorio, il nostro portierone zoppo darà spettacolo nel vero senso della parola. No, avete
capito male: niente “caresa” in pubblico, né tantomeno si tratta del remake di “Banana Joe”, semplicemente Omar parlerà ininterrottamente, solo lui, per circa due ore e mezza. Completamente impazzito? Forse sì, quel che è certo è che il Rottoli si sta preparando con grande cura ed impegno per portare in scena l’orazione civile intitolata “Vajont, 9 ottobre 1963”, che racconta appunto della tristemente famosa tragedia del Vajont. Chi ha avuto l’occasione di sbirciare le prove può assicurare che si tratta di qualcosa di molto più coinvolgente di quel che potrebbe sembrare, anzitutto per la vicenda raccontata, anche per il linguaggio e i toni usati ma soprattutto perché sul palco c’è lui, l’Omarone!!!! Quindi, dopo essermi intascato il mio gruzzoletto per aver dato spazio sul blog a questo messaggio promozional-teatrale che non c'entra nulla col calcio a 7 o forse un pochino sì visto la caratura e soprattutto il peso del personaggio in questione, non mi rimane altro da fare che invocare la presenza di molti nel teatro per quella sera, quando potrete ammirare con i vostri occhi tutta la bellezza dell’Omarone e potrete sentire con le vostre orecchie tutto il suo predicone. O-MAR ROT-TO-LI